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ComunicazioneElenco recensioni Letture, quad. 628, Giugno-Luglio 2006, pag. 50
Agorà AV, venerdì 9 giugno 2006, pag. 32
Il Regno, 15 Gennaio 2007, pag. 42
Note di pastorale giovanile , n.8, novembre 2006, p. 2
Il Foglio, 6 gennaio 2007, pag. X
Settimana, n.20, 21 maggio 2006, p.15
La Civiltà Cattolica, 2006, II, 403-404
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I testi delle recensioni
Fonte: La Civiltà Cattolica, 2006, II, 403-404 Autore: Federico Venturini, Facoltà di Sociologia Università di Urbino
Le Connessioni di cui parla padre Spadaro nel suo libro abbracciano una realtà complessa e articolata, un vero e proprio «mondo», come l’A. definisce il cyberspazio. La prima parte del volume è tesa all’esplorazione di questo territorio fondato su protocolli di rete e sulla digitalizzazione dell’informazione, ma costantemente attraversato da relazioni. Proprio il passaggio della scrittura al digitale e l’avvento dell’ipertesto pongono le basi per una riflessione sulle prospettive dell’editoria. Una rapida rassegna dell’evoluzione dei supporti di scrittura dall’argilla al Dvd, e una riflessione sulle possibilità del libro digitale conducono il lettore a prendere atto delle nuove potenzialità di queste tecnologie. Non si rinuncia tuttavia a denunciare i rischi derivanti da un’editoria troppo di-pendente dal mercato e poco capace del ruolo di industria culturale, nonché da ipotesi neo-decostruzioniste come l’anti-libro. Anche il ruolo di biblioteche e librerie viene riconfigurato nell’età della digitalizzazione.
Tuttavia, le suggestioni della moderna Biblioteca di Babele di borgesiana memoria e le sue attualizzazioni come il progetto Google Book Search, che l’A. descrive efficacemente, non risolvono alcune perplessità relative alle spinte egemoniche in campo culturale, alla labilità delle memorie elettroniche e alle ripercussioni sulla realtà editoriale. Successivamente l’A. offre una rassegna delle molteplici forme della comunicazione online, tenendo sempre presente l’orizzonte relazionale di questo panorama mediatico. Al lettore si presentano così ambienti di interazione comunicativa come le web-zine, le riviste in rete, i blog, il podcasting, vero erede digitale della tradizione radiofonica, e l’enciclopedia aperta Wikipedia. Per ogni fenomeno analizzato, l’A. propone una critica attenta e in costante dialogo con le altre forme della cultura letteraria contemporanea.
Dalla rassegna delle diverse tipologie di siti presenti online, scaturisce così una riflessione sulla scrittura, attività che non deve considerare l’ipertesto un mero supporto, ma che deve anzi approfondirne e sfruttarne pienamente le potenzialità. Le tecnologie della scrittura e del personal publishing, focalizzano l’attenzione sulla caratteristica relazionale che i nuovi personal media infondono nei messaggi che trasmettono. Il ruolo positivo che i blog possono pertanto assumere nel contesto mediatico è quello di riequilibrarne la prospettiva, integrando il broadcast tradizionale con un circuito di informazione plasmato non su un modello verticistico, ma «di rete». Wikipedia, si nota acutamente, è «una» forma di enciclopedia, non l’unica. L’A. analizza con equilibrio come Wikipedia faccia della sua forza principale — l’essere un testo aperto al contributo di tutti e un luogo ideale per l’esercizio di forme di intelligenza collettiva — il suo limite più evidente. Nonostante l’utopia e il relativismo sottesi ai sistemi wiki, se ne riconosce l’utilità applicativa in contesti ben precisi, in cui resta essenziale l’intervento critico e selettivo dell’utente. La seconda parte di Connessioni verte su ambiti specificatamente religiosi ed ecclesiali che vengono ora interrogati, ora indagati alla luce del panorama mediatico-ipertestuale delineato sopra. C’è Dio nella blogosfera? C’è bisogno di Dio nel web? Quali risposte si trovano in rete a questo bisogno? Sono le domande calzanti a cui l’A. provoca il lettore — il cristiano in particolare — e attentamente cerca risposte.
Non manca la denuncia dei rischi: il neo-settarismo tecnologico, lo sviluppo di sensibilità neo-gnostiche, una spiritualità ridotta a kitsch religioso, una dimensione del sacro come «servizio per il consumatore di religiosità». E tuttavia è altrettanto chiaro il valore della Rete come strumento di dialogo spirituale (il lettore scoprirà, ad esempio, l’ampio e proficuo utilizzo che viene fatto del podcasting in ambito pastorale) e teologico (è discussa criticamente l’ipotesi di una teologia «dal codice aperto»). Sulla scia di documenti di Giovanni Paolo II e del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, si riafferma con forza la necessità per il cristiano di «non tirarsi indietro timidamente per paura della tecnologia o per qualche altro motivo» (La Chiesa e Internet, n. 10). In appendice il lettore troverà un affascinante parallelo fra la realtà virtuale dei videogame e l’esperienza della lettura degli Esercizi spirituali, ovvero la riproposizione dell’esperienza di lettura come immersione interattiva e attualizzazione dell’opera virtuale.
La lettura di Connessioni offre un ottimo riferimento sia per lo studente di comunicazioni sociali, sia per il cristiano che avverte l’esigenza di un impegno davanti alla frontiera «irrinunciabile» della Rete. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Fonte: Settimana, n.20, 21 maggio 2006, p.15 Autore: Maruro Pizzighini
L’inarrestabile sviluppo dell’informatica sta trasformando in profondità il nostro modo di vivere e di comunicare. Nuovi termini si aggiungono al nostro vocabolario: editoria digitale, biblioteca virtuale, blog, wikipedia, podcasting, web-zine solo per citarne alcuni. Ognuno di questi si presenta come un insieme, affascinante e ambiguo, di opportunità conoscitive e comunicative che sta cambiando radicalmente il volto della cultura. Sta nascendo un nuovo modo di imparare, di trasmettere e di rielaborare il sapere. Tutto ciò si riflette immancabilmente anche su quella parte fondamentale della cultura che è l’esperienza religiosa e la riflessione teologica.
Il volume si presenta come una mappa per conoscere i cambiamenti in atto e per imparare a valutarne potenzialità e limiti. E’ una rassegna ragionata e critica di tutte le principali innovazioni introdotte dal digitale, senza dimenticare il collegamento con il meglio di quanto la tradizione da cui proveniamo ha saputo elaborare. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Fonte: Il Foglio, 6 gennaio 2007, pag. X Autore: Andrea Monda
I gesuiti si sa, vogliono sempre essere all’avanguardia (forse per questo alcune volte danno fastidio, soprattutto in ambiente cattolico) e quindi non c’è da stupirsi se uno dei saggi più interessanti sul tema più “nuovo” in assoluto, cioè Internet e tutto quello che ci ruota intorno, sia quello realizzato da Antonio Spadaro, giovane gesuita nato a Messina ma ormai da anni di stanza a Roma, presso la prestigiosa rivista (la più antica d’Italia) La Civiltà Cattolica con mansioni per lo più di critico letterario.
Filosofo per formazione, e si vede, padre Spadaro non nasconde le sue due passioni, entrambe femminili: l’informatica e Flannery O’Connor, la grande (e cattolicissima) scrittrice americana. Ha scritto molto su entrambe, anche sulla Civiltà Cattolica e questo saggio è un punto fermo sulla prima dei suoi due amori (mentre ancora si attende con ansia l’uscita di un volume sulla O’Connor), una raccolta del materiale fin ora prodotto che viene riordinato e ripresentato nella raffinata veste grafica realizzata da Pardes Edizioni, giovane e brillante casa editrice bolognese.
Ovviamente l’amore per la letteratura tracima anche in queste pagine solo apparentemente dedicate esclusivamente agli aspetti tecnici del mondo dell’informatica,e così abbiamo i primi capitoli, riservati nell’ordine a, “Editoria in digitale”, “Biblioteche e librerie virtuali”, “Web-zine: riviste in rete”, “Blog tra diario e giornale” e “Wikipedia: una forma di enciclopedia”. E questa è solo la prima parte, che entusiasmerà i “navigatori” esperti di Internet e gli studiosi di questo meraviglioso ed inquietante universo virtuale ( e Spadaro è bravo a sottolinearne tutti gli aspetti, d’ambo i segni, le potenzialità e i rischi), ma forse è la seconda e più breve, sezione del libro, che contiene la parte più “originale” e interessante del saggio, perché qui esce fuori l’uomo di Chiesa, il teologo.
“Dio nella rete” è il capitolo che apre questa seconda parte che poi si snoda nella riflessione “La Chiesa e Internet” e si conclude con “La lettura come immersione interattiva: tra Esercizi spirituali e realtà virtuale” (forse inevitabile ma splendida conclusione per un autore gesuita): il lettore che è giunto al termine di queste dotte ma scorrevoli 178 pagine scopre quindi di avere anche svolto un percorso spirituale e che ogni volta che accende il suo computer rischia davvero tanto, anche di convertirsi. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Fonte: Note di pastorale giovanile , n.8, novembre 2006, p. 2
Apprezzato scrittore su “Civiltà Cattolica” sui temi di mass media e media education e di lettueratura, Spadaro ci rende facile l’ingresso in un mondo in cui i giovani guazzano e gli educatori latitano: quello del digitale, del virtuale, della comunicazione interattiva.
Tutto sta cambiando, anzi rivoluzionando non solo la cultura, la comunicazione, ma anche la stessa educazione: appunto per i “mattoni”nuovi di tale cultura è costituita e per le reti di relazioni che attraverso di essa è stabilita, le modalità comunicative, relazionali dell’apprendimento, della socializzazione, del tempo libero e del lavoro.
Ciò si riflette immancabilmente anche su quella parte di cultura che è l’esperienza religiosa e la riflessione teologica.
Ecco dunque la necessità di una mappa per non perdersi o confondersi nella rete, per conoscere i cambiamenti e apprendere a valorizzarla, a disambiguarla.
Questo libro è una ragionata rassegna di tutte le innovazioni digitali, un filo di Arianna per entrare nel mondo digitale e nel mondo della comunicazione dei giovani. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Fonte: Il Regno, 15 Gennaio 2007, pag. 42
Dalla fusione di alcuni contributi pubblicati su La Civiltà cattolica nasce questo volume con l′intento di aiutare chi ha una conoscenza elementare dell′oceano Internet a meglio comprenderne le implicazioni, le evoluzioni, le opportunità. Particolare attenzione viene naturalmente rivolta alle correlazioni fra il fenomeno – come si sta effettivamente manifestando – e le dinamiche ecclesiali e pastorali. Si azzarda anche una riflessione sulla multimedialità ante litteram che si suppone strutturi la proposta degli Esercizi di sant′Ignazio. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Titolo: Tra “blog” e “wiki”, la modernità svela le sue connessioni Fonte: Agorà AV, venerdì 9 giugno 2006, pag. 32 Autore: Fulvio Panzeri
Come orientarsi nel mondo di Internet, fra blog, editoria in digitale, biblioteche e librerie virtuali, web-zine e enciclopedie elettroniche?
Ce lo spiega padre Antonio Spadaro in un saggio che esplora le “nuove forme della cultura al tempo di Internet”, mettendo in rilievo però anche i rischi che l′affidare tutto il sapere al mondo della realtà virtuale può comportare.
La prima parte del libro ci presenta gli scenari del nuovo paesaggio che sta condizionando non solo la nostra vita, ma anche il modo di pensare e di comunicare nei termini rapidi che Internet consente. Il critico di Civiltà Cattolica ci aiuta, ad esempio, a scoprire un senso per quel nuovo strumento d′espressione che è il blog, spazio virtuale che consente di pubblicare contenuti di qualunque tipo in ordine cronologico. Che senso attribuire a queste “parole in libertà” che fungono da nuovo ritratto di un nuovo modo di essere dei giovani (ma non solo)? Per Spadaro le sue finalità sono quelle “di realizzare una forma di comunicazione diffusa dal basso e senza filtri, che dia informazione e soprattutto faccia opinione”. In pratica “il blog vive a metà strada tra il giornale, il diario e la comunicazione per passaparola”.
Non meno suggestivo è il capitolo dedicato ai “wiki” e, in particolare, a Wikipedia. Spadaro la spiega come forma di enciclopedia “aperta”, nella quale persone interessate aggiungono voci, spiegazioni e documenti. “Esso è alimentato da un′utopia: la democrazia assoluta del sapere e una collaborazione di molteplici intelligenze capace di dar vita a una sorta di ′intelligenza collettiva′. Quest′utopia ha nell′inaffidabilità e nel relativismo il suo tallone d′Achille”.
La seconda parte del suggestivo viaggio nella Rete affronta il rapporto tra Internet e la Chiesa a partire da due domande: Internet rappresenta per la Chiesa una sfida o una risorsa? Offre maggiori opportunità o pericoli? Spadaro spiega come la pastorale, in Italia, è presente in Rete attraverso varie forme che però riguardano soprattutto la diffusione di notizie e contenuti, siti per informare e divulgare. Non basta: “La Rete, proprio grazie alla sua natura, pone domande che riguardano il modo con cui può essere compresa la Chiesa stessa”. Se non potrà mai essere intesa solo come “comunità virtuale”, è senz′altro chiamata ad una riflessione su quella che può essere una “nuova frontiera” della sua missione. Torna all'indice 
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I testi delle recensioni
Titolo: Rischi e opportunità del mondo telematico Fonte: Letture, quad. 628, Giugno-Luglio 2006, pag. 50 Autore: Alberto Toni
Scrive Spadaro in questo suo libro che l’uomo “non resta immutato dal modo con cui manipola il mondo: a trasformarsi non sono solo i mezzi di comunicazione, ma l’uomo stesso e la sua cultura”. Il volume è diviso in due parti: nella prima l’autore esplora le varie forme della comunicazione in Rete, dall’editoria digitale alle riviste e le enciclopedie, al blog, una sorta di narrazione a metà tra il diario e il giornale e alla radio in forma di blog, il podcasting. Nella seconda parte l’indagine è rivolta a ricercare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, “ma questa volta con l’obiettivo di verificare come esse abbiano avuto un impatto a livello religioso ed ecclesiale”.
Il discorso di Spadaro, nell’affrontare le numerose questioni poste dall’avvento del digitale, non perde mai di vista la dimensione etica: “Il primo principio per la valutazione etica della Rete è certamente la persona umana come fine e misura del suo uso”. L’uso di un nuovo mezzo di comunicazione come Internet non deve, insomma, prescindere dalla sua ricaduta sociale. Il mondo telematico è sì una risorsa innovativa dalle mille potenzialità, ma presenta anche alcuni rischi: “È necessario dunque che esso non diventi un’ulteriore fonte di disuguaglianza e di discriminazione”.
In appendice, nel saggio “La lettura come immersione interattiva. Tra «Esercizi spirituali» e «realtà virtuale»”, l’autore chiarisce ulteriormente il suo pensiero critico: la lettura è esperienza totale dell’individuo, simile a una dinamica spirituale e il lettore “è un viaggiatore”. Allo stesso modo, anche per navigare in Internet, occorrono educazione e autoregolamentazione per garantire una presenza responsabile. Il mezzo non deve mai prevalere e la stessa libertà di comunicare non può essere esaltata “al punto da farne un assoluto”.
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