In breve Due categorie di film che trattano di Gesù: quelli che lo presentano esplicitamente come "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini e "La passione" di Mel Gibson, ma anche tanti altri in cui è raccontato implicitamente nelle vicende di personaggi apparentemente lontani, come "Il pranzo di Babette", "Bagdad Café" e "Toro scatenato". Ne esce un′analisi penetrante e una nuova porposta metodologica.
Il libro Il cinema non è solo arte di evasione ma anche un potente strumento di riflessione e comunicazione che, fin dalle sue origini, ha cercato di raccontare il volto di Gesù. Le opere illustrate, pur con notevoli differenze di stile e accentuazione, lo mettono a tema esplicitamente. Esistono però tanti altri volti di Cristo nel cinema, non così evidenti ad un primo sguardo ma altrettanto efficaci. L’autore li ha analizzati, mettendone in luce la loro qualità cinematografica e la loro originale teologia.
Indice Introduzione, p. 11
Cap. 1: «La morte fu la sua ragione di vita». The Passion of Christ di Mel Gibson, p. 17
Cap. 2: «Una lezione di umiltà». Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini (1964), p. 27
Cap. 3: «Un re che non riesce a salire sul trono non è più un re». Il Re dei re di Nicolas Ray (1961), p. 37
Cap. 4: «Eppure non è la fine! Sento, Babette, che questa non è la fine». Il pranzo di Babette di Gabriel Axel (1987), p. 41
Cap. 5: «Oh!…Ti sto chiamando, puoi sentirmi? Si, lo so, tu puoi sentirmi». Bagdad Cafe (Out of Rosenheim)di Percy Adlon (1987), p. 51
Cap. 6: Babette e Jasmin: quando la donna è figura Christi, p. 57
Cap. 7: «Il film si chiama Il figlio. Avrebbe potuto chiamarsi Il padre». Il Figlio di Jean-Pierre e Luc Dardenne (2002), p. 57
Cap. 8: «Il tempo non muore mai, il cerchio non è rotondo», p. 67
Cap. 9: «Ti vergogni di chiamare tuo padre padre?». Il ritorno di Andrej Zvyagintsev (2003), p. 73
Cap. 10: Quando si parla di “poveri cristi”, p. 79
Cap. 11: «Mi piacciono le condizioni umane che sono sformate». The Elephant Man di David Lynch (1980), p. 83
Cap. 12: «Ti ringrazio Signore per il dono più grande che mi hai dato: il dono dell’amore». Onde del destino (Breacking the waves) di Lars Von Trier (1995), p. 87
Cap. 13: «L’asino è tutta la Bibbia, l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento». Au hazard Balthasar di Robert Bresson (1965), p. 91
Cap. 14: «Jake combatteva come se non fosse degno di vivere». Toro scatenato (Raging Bull) di Martin Scorsese (1980), p. 97
Cap. 15: «L’arte delle seconda metà del ventesimo secolo ha perduto il mistero […] la cosiddetta arte moderna il più sovente non è altro che ostentazione di se stessi» (A. Tarkovskij). Andrej Rublev di Andrej Tarkovskij (1969), p. 103. |