Sapori: intervista con l′autrice
Autore: Chiara Sirk
Fonte: Avvenire, inserto Bologna, 10 settembre 2006
L′autrice ha pensato ad un progetto editoriale in tre parti, per renderne agevole la consultazione anche in chiesa, dice, per scoprire sul posto le meraviglie di questo luogo.
Chiesa di Minerbio, secondo capitolo
Perché ha deciso di dedicarsi ad una ricerca tanto approfondita?
La chiesa settecentesca di Minerbio di Carlo Francesco Dotti, è stata ingiustamente dimenticata, direi a partire dalla distruzione del suo splendido campanile, nel 1945. In precedenza, era stata sempre in primo piano all’attenzione di personaggi illustri, dal cardinale Lambertini- anche come papa Benedetto XIV- al cardinale Nasalli Rocca; dal suo primo Giuspatrono, padre Ercole Isolani, - mecenate e committente di importanti artisti del ‘700 bolognese- all’architetto e storico dell’arte Giuseppe Rivani. Solo in tempi relativamente recenti personalità come Francesco Arcangeli e Cesare Gnudi hanno suggerito la sua valorizzazione, definendola rispettivamente la più bella del forese di Bologna e quasi una pinacoteca per la presenza dei più affermati artisti bolognesi del Seicento del Settecento e dell’Ottocento.
Così ha deciso di “riscoprirla”…
Veramente, otto anni fa, quando ho cominciato, pensavo di realizzare un testo divulgativo. Le ricerche storico artistiche e la compilazione dell’opera mi hanno però condotto a un’analisi più composita. La lettura delle configurazioni architettoniche e delle opere d’arte in esse contenute è diventata via via più esigente di un ascolto meditativo che ha portato allo stupore di fronte a una Bellezza che, dal piano estetico, sconfinava in quello dell’Assoluto.
Cosa affronta questo secondo volume?
Vi si ricostruisce la storia delle sei cappelle laterali, s’indaga il significato di ciascuna e si propone la stessa lettura articolata di tutti i dipinti in esse collocati, senza trascurare la citazione di quelli rimossi. Il terzo e ultimo tomo, che sarà pubblicato in occasione del 270imo anniversario della consacrazione della chiesa da parte del cardinale Lambertini nel 1737, sarà dedicato al presbiterio, agli arredi e alla quadreria della sagrestia.